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Senza nottue è meglio 03/07/2014

Durante i mesi estivi e nei primi mesi autunnali le colture orticole sono soggette agli attacchi di numerosi fitofagi, specialmente lepidotteri. Gli strumenti per controllarli non mancano

Senza nottue è meglio

La stagione 2014 per ora si è evoluta seguendo parametri climatici più equilibrati rispetto alle ultime due annate, una disastrosa per la siccità, l'altra, l'ultima, per le piogge cadute come un diluvio fino ai primi di giugno. L'estate, vi è da pensare, sarà quindi stagione "classica" da insetti.
Lasciando a settembre un approfondimento sugli aleurodidi, nel seguente articolo si riporteranno le soluzioni insetticide a disposizione degli orticoltori italiani contro i lepidotteri. Soprattutto chi coltiva pomodoro, coltura Regina nel segmento orticolo, deve infatti sopportare gli attacchi di diversi lepidotteri ed è stata quindi scelta a emblema del settore. A parità di fitofago, peraltro, ciò che è efficace su pomodoro lo è anche su melanzana, insalata o peperone. Quindi ogni lettore di Agronotizie potrà fare le più opportune scelte leggendo le etichette dei prodotti sotto elencati, per come appaiono al momento della pubblicazione sulla banca dati Fitogest.com.
Dalle sostanze attive prese in considerazione si può infatti giungere agli elenchi di formulati commerciali.
 

Molecole per tutte le esigenze

 
Ovicidi:
Fra gli ovicidi se ne incontra subito uno per così dire "puro", ovvero lufenuron, (gruppo Irac 15). Inibitore della sintesi della chitina va utilizzato in chiave preventiva, ovvero durante le fasi di ovideposizione.

Ovo-larvicidi:
Ma "non solo chitina", verrebbe da dire, incontrando metoxifenozide (gruppo Irac 18),  accelleratore della muta negli insetti target. Questa sostanza attiva agisce sia sulle uova, sia sulle larvette appena schiuse. Va quindi posizionato anch'sso nelle prime fasi dei programmi di difesa.
Diversi altri prodotti mostrano su alcuni insetti un'eccellente attività larvicida, pur osservandosi anche una certa qual attività ovicida, anche se questa varia di specie in specie e quindi non è bene farvi troppo affidamento. Per le loro caratteristiche però, questi prodotti vanno anch'essi preferibilmente applicati in modo precoce, anticipando così le primissime proliferazioni larvali. 
Il primo di questi è clorantraniliprole (gruppo Irac 18), sostanza attiva che interferisce con i recettori rianodinici dei canali del calcio delle fibre muscolari.  Si qualifica pienamente come ovo-larvicida, assicurando una buona persistenza e spiccando per l'ottima selettività verso gli artropodi utili.
Capace invece di bloccare i canali del sodio nel sistema nervoso degli insetti, troviamo  indoxacarb, della famiglia chimica delle ossadiazine (gruppo Irac 22A).  Indoxacarb offre un profilo ecotossicologico favorevole e una selettività verso gli insetti utili molto maggiore rispetto ai piretroidi. Prevalentemente larvicida, non possiede citotropicità né azione di vapore. Il suo momento di applicazione è quindi anch'esso alla schiusura delle uova.

Larvicidi puri:
Proseguendo nei programmi di difesa, si trova una folta schiera di prodotti larvicidi in senso stretto, in rappresentanza di modi d'azione e caratteristiche alquanto differenti.
Folta la famiglia dei piretroidi (gruppo Irac 3A): caratterizzati da  un ampio spettro d'azione assicurano anche un elevato potere abbattente cui non scampano nemmeno gli adulti. Sono però del tutto non selettivi e soffrono di temperature elevate. Ciò consiglia di applicarli in modo oculato nel corso dell'anno, preferibilmente nelle ore meno calde della giornata.
Fra questi si trova cipermetrina (mix racemico di otto isomeri), presente sul mercato anche in alcune miscele contenenti clorpirifos metile. Due i suoi isomeri purificati, ovvero alfa-cipermetrina e zeta-cipermetrina, alle quali si affiancano ciflutrina e deltametrina. Queste ultime due molecole compongono anche diverse miscele con imidacloprid. Inoltre, deltametrina si può applicare anche miscelata con  clorpirifos etile, anch'esso spiccatamente larvicida. Infine, ultima ma non ultima, lambda-cialotrina, capace di offrire un potere abbattente di primo livello e di controllare un ampio spettro di parassiti.

Più specifico per i lepidotteri, e ben più selettivo dei piretroidi, si incontra poi metaflumizone (gruppo Irac 22B), anch'esso efficace nell'interferire sui canali del sodio degli insetti.  Resistente alle alte temperature e al dilavamento (utile nelle applicazioni di pieno campo), è un larvicida efficace su larve di diversi stadi di sviluppo.
Altra soluzione spiccatamente larvicida è emamectina benzoato (gruppo Irac 6). Appartenente alla famiglia chimica delle avermectine, appare fortemente translaminare, a differenza dei prodotti appena citati,  e agisce stimolando il rilascio del neurotrasmettitore Acido Gamma-Amino-Butirrico (GABA), provocando un continuo flusso di ioni cloro nelle cellule del muscolo e la successiva inibizione della contrazione del muscolo stesso. In commercio emamectina benzoato si può trovare anche in miscela con lambda-cialotrina e con abamectina, le quali ampliano significativamente lo spettro d'azione  complessivo del formulato. Ottimo come larvicida.

Molto efficaci, poco graditi


Sebbene siano talvolta risolutori nei confronti di tanti fitofagi, sono prodotti che non vengono particolarmente amati da numerosi tecnici, vuoi per la classificazione tossicologica, vuoi per la mancanza di selettività, vuoi infine per problemi di tipo residuale.
Methomyl è un carbammato ad ampio spettro d'azione e dal profilo residuale favorevole. Agisce sull'enzima acetilcolinesterasi e appartiene al gruppo Irac 1A. Scarsissima la sua selettività verso gli artropodi utili e patisce ti un "T+" che di certo non aiuta nella scelta.
Classificazioni e selettività migliori, ma scarso gradimento comunque da parte di una fetta discreta del Mondo tecnico, troviamo infine gli esteri fosforici (gruppo Irac 1B)  come clorpirifos e clorpirifos-metile.

Soluzioni anche per il Bio

 
Dal controllo "chimico" a quello "batteriologico". Chi segue infatti i disciplinari di LOtta Biologica deve astenersi dall'uso si formualti a base di sostanze attive di sintesi.
Insetticida storico contro i lepidotteri, Bacillus thuringiensis (gruppo Irac 11A) produce tossine specifiche per il loro controllo. Diversi i formulati in commercio, in rappresentanza di ceppi differenti del battere. Classificati favorevolmente permetteno di alleggerire il profilo residuale dei raccolti e la pressione sugli insetti utili. Per massimizzarne l'efficacia, i Bt vanno posizionati all'inizio della schiusura delle uova. Passando dai batteri ai virus, si incontrano due prodotti altamente specifici. Il primo  è l'Helicoverpa armigera nucleopoliedrovirus, un baculovirus che infetta le larve delle nottue gialle, il secondo è lo Spodoptera littoralis nucleopoliedrovirus, specifico invece per il controllo di Spodoptera littoralis.  

Il biologico può però contare anche su sostanze attive, anche se di derivazione naturale. La prima è  Azadiractina A ottenuta dalla pianta del Neem. La seconda è spinosad (Gruppo Irac  5), efficace sugli attivatori allosterici dei recettori nicotinici dell’acetilcolina. Deriva dal batterio Saccharopolispora spinosa e oltre alle nottue controlla anche altri insetti, fra i quali i tripidi.
 
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