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I mille volti del... Bacillus thuringiensis 21/07/2011

Il bacillo compie quest'anno 110 anni. Almeno, per quanto riguarda la sua scoperta. Molti i ceppi noti, ancor di più i formulati commerciali

I mille volti del... Bacillus thuringiensis

Tanti auguri Bacillus! Un 'vecchietto' sempre arzillo, che venne battezzato nel 1901 in Giappone e poi una seconda volta nel 2011 in Germania.

I suoi usi agronomici presero piede soprattutto da quando si sviupparono le prime forme di agricoltura 'biologica moderna'. Moderna, perché l'agricoltura dei nostri trisnonni non aveva certo insetticidi a disposizione ed era quindi 'biologica per forza'.

Il Bacillus thuringiensis, da un punto di vista ambientale, è un batterio sporigeno che vive nornalmente nel terreno. Se però le sue spore vengono purificate e poi spruzzate sulle superfici fogliari, gi insetti hanno un problema. Quando viene ingerito dagli insetti sensibili il batterio sporula nell'intestino dell'ospite. Dopodiché libera alcune tossine in grado di danneggiare il tratto digerente delle larve, soprattutto di ditteri e lepidotteri.Su questi ultimi sono attivi soprattutto due ceppi: il Kurstaki e l'Aizawai (clicca qui per visionare tutti i ceppi).

Le tossine, innocue per l'uomo anche per una questione di pH gastrico, sono prodotte sotto forma di cristalli, i quali si dissolvono in particolari condizioni di alcalinità spinta con valori di pH superiori a 9. Le tossine Bt sono perciò estremamente specifiche e danneggiano solo l'intestino di ben determinate specie d'insetti.

Vista la sua manipolabilità genetica, dal Bacillus thuringiensis è stato estratto infine il gene che codifica per la tossina e inserito in alcune piante coltivate, soprattutto soia e mais. In tal modo queste piante sono in grado di sintetizzarsi da sole la tossina divenendo 'velenose' per gli imprudenti fitofagi che decidessero malauguratamente di nutrirsene. Un suo uso meno discusso è in apicoltura, dove viene impiegato nella lotta biologica alla tarma della cera.

 

I ceppi in commercio

 

Il B. thuringiensis con più ceppi è il B. thuringiensis Kurstaki, con ben sei differenti ceppi segnalati in commercio: 3A3B, ABTS 351, EG2348, SA11, SA12, HD1. Quest'ultimo ceppo pare essere il più gettonato dalle aziende produttrici, visto che conta ben 14 registrazioni ufficialmente in commercio sulle 26 totali di Kurstaki.

Il B. thuringiensis Aizawai conta invece sul solo ceppo H7, di cui esistono 4 differenti formulazioni in commercio. Un solo ceppo, l'NB176, per il B. thuringiensis Tenebrionis, che si differenzia soprattutto per la sua attività sui coleotteri.

Di certo, l'efficacia di un formulato è in diretta correlazione alle modalità e alla tipologia di formulazione. A parità di microorganismo utilizzato infatti, è la qualità del formulato e della sua conservazione e manipolazione fanno la differenza al momento dell'applicazione.

 

(Dati tratti dalla banca dati Fitogest.com in funzione della presenza di materiali informativi scaricabili)

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